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La Torre delle Barbici

Di Mariella Ugolini

Quando si osserva un territorio insulare su una mappa, la curiosità cade innanzitutto sui luoghi ‘limite’, cioè le coste e in particolare le ‘punte’.

Capraia, con il suo sviluppo longitudinale orientato da NE a SO, ha due punte estreme: a meridione quella dello Zenobito, con la splendida Torre circolare che domina la magnifica Cala Rossa, a settentrione quella della Teja, con la leggendaria Torre delle Barbici a picco sul mare.

L’aspetto suggestivamente diruto della Torre delle Barbici, la struttura severamente squadrata sulla rupe costiera, la memoria della sua imponenza ne fanno perfetto luogo di prigionia per la ‘Regina’, liberata dal coraggioso Sabatino nella leggenda locale che ha attribuito alla fortificazione anche il nome di ‘Torre della Regina’.

Il percorso per raggiungere la Torre delle Barbici parte dalla Chiesa di Santa Maria Assunta (al porto) e si sviluppa seguendo la costa orientale dell’isola di Capraia.

Dalla piccola chiesa di Santa Maria Assunta si sale per la strada che attraversa le diramazioni Aghiale e Portovecchio della Ex Colonia Penale Agricola, attiva a Capraia dal 1873 al 1986.

Superato l’agriturismo Valle di Portovecchio e la cantina della Azienda Agricola Biologica La Piana, si arriva all’inizio del sentiero per la Torre, segnalato dal cartello che illustra il percorso, oggetto di cura anche da parte delle ‘Scuole in rete outdoor’, un progetto didattico aperto a tutti gli istituti di istruzione superiore e mirato alla valorizzazione del territorio attraverso attività sul campo nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Il sentiero segue la morfologia dell’isola in un sali e scendi alto sulla costa, traversando i vadi nelle vallecole dove la vegetazione della macchia mediterranea cresce più rigogliosa.

Arrivati sul Monte Capo merita fare una deviazione fino ai resti del Semaforo della Marina Militare là un tempo collocato, per godere dell’ampio panorama sul mare e sulla costa.

Ritornando sui propri passi, il sentiero principale prosegue rimanendo alto sulla costa della bellissima Cala della Mortola, superata la quale si avvista la nostra Torre, isolata sulla scarpata che scende al mare.

In pochi minuti giungiamo alla punta della Teja e alla Torre delle Barbici, rimodellata dal vento, dall’acqua e dal sale, magnifica testimonianza di epoche in cui il vivere sull’isola era  segnato da assalti, incursioni e occupazioni (e non solo da parte di pirati e corsari!).

E’ una meraviglia sostare nei dintorni della torre, nel silenzio della natura rotto solo dal suono del vento che porta i profumi del mare e della macchia e dai richiami degli uccelli…osservare il volo di un gabbiano o di un falco, mentre sul mare emerge improvvisa la pinna di un tursiope o ‘salta’ un tonno….

Dalla torre è possibile raggiungere il mare tramite sentiero non segnato per godere del sole sdraiati sui massi lisci della punta della Teglia (modernizzazione dello storico ‘Teja’) e fare un tuffo nelle limpidissime acque dell’isola.

Appagati da tanta bellezza potremo infine riprendere il cammino e, a ritroso sui nostri passi, tornare al porto. Ma se le condizioni meteo-marine lo consentono sarà possibile anche usufruire del servizio taxi-boat (previ accordi) e tornare al porto via mare.

Per informazioni:

http://www.isoladicapraia.it/barca_taxi.html

www.capraiavacanze.it/servizi-barche-porto/

Caratteristiche del percorso escursionistico (percorso di sola andata dal porto alla Punta della Teja):

Lunghezza: 5,5 km

Dislivello in salita: 270 m

Tempo di percorrenza effettivo: 2 ore circa

Livello di difficoltà: medio

Mariella Ugolini

Guida Ambientale Escursionistica, Guida Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Guida Turistica

E-mail: sentieriintoscana@sentieriintoscana.it – Mobile: 3209606560

Vedi anche: La Torre della Regina

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